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Il lusso dà nuova vita alla Toile de Jouy, il tessuto stampato (con origini esotiche) amato da Maria Antonietta

Non pensate subito alle tappezzerie del salotto di nonna. Se anche l’ultima icona dello stile cool & royal Britannia, Meghan Markle, ha scelto un abito di “Toile de Jouy” per il matrimonio di una coppia di amici lo scorso giugno, questa è la prova più certa che quella stampa nata nel Settecento – ed effettivamente evocativa di lunghi tè pomeridiani – è una delle più contemporanee del panorama tessile globale.
L’abito della duchessa era della collezione primavera-estate di Oscar de la Renta. Dior per lo scorso Natale ha arricchito la sua linea Cruise con una capsule collection ispirata ai disegni leggiadri della Toile, tradizionalmente blu e rossi.

Cruise Dior 2019 in Toile de Jouy

Gucci ne ha fatto carta da parati. Max Mara ha chiesto all’artista Richard Saja di usarla per una capsule collection estiva, e si trova anche nel curriculum di Valentino e Victoria Beckham. Se la Toile de Jouy funziona dopo 260 anni dalla sua nascita, è anche grazie alla sua anima da oggetto globale ante litteram: trae origine dal Chintz cinese, tessuto di cotone a stampa floreale che diventò presto oggetto di lusso e desiderio dei ricchi europei del Cinquecento, tanto da far nascere le prime manifatture anche nel Vecchio Continente. In Irlanda, dove si usavano timbri in rame che consentivano disegni con dettagli minuti, aprirono le prime tessiture, e tramite l’Inghilterra quelle stampe arrivarono in Francia.

Meghan Markle con l'abito in Toile de Jouy di Oscar de la Renta

Nell’ameno villaggio di Jouy-en-Josas l’imprenditore tessile tedesco Christophe-Philippe Oberkampf fondò nel 1759 la sua fabbrica, la prima con impronta moderna: lui pensava ai macchinari e artisti come Fragonard e Huet ai disegni, in cui si raccontava la Francia dell’epoca, con scene di pastori ma anche di progressi scientifici, come il primo volo in mongolfiera sulle Tuileries nel 1783. Il paesino era a 30 km da Versailles, così la fama delle tele arrivò presto e fece innamorare Maria Antonietta, che con quelle stampe arredò il Petit Trianon e arricchì il suo guardaroba. Nel 1805 la fabbrica aveva ben 1.300 dipendenti, ma nel 1843, complice anche l’aumento della concorrenza e una produzione su scala quasi industriale, chiuse i battenti. Dal 1977, però, a Jouy esiste un piccolo e accuratissimo museo che raccoglie e racconta l’eredità di quell’azienda.

</span></figure></a> La sua storia però continua, supportata dal suo glorioso passato, dalla sua riconoscibilità, leggerezza e versatilità, che la rendono un oggetto perfettamente adattabile al presente. A tal punto che negli ultimi anni quelle stampe a tema così bucolico si sono evolute in scene di vita nelle metropoli contemporanee: lo studio di design Timorous Beasties, per esempio, ha stampato su dei uscini un professionista della City che passeggia sullo sfondo del Gherkin di Londra e la polizia che arresta un criminale sotto l’Empire State Building a New York.
La sua storia però continua, supportata dal suo glorioso passato, dalla sua riconoscibilità, leggerezza e versatilità, che la rendono un oggetto perfettamente adattabile al presente. A tal punto che negli ultimi anni quelle stampe a tema così bucolico si sono evolute in scene di vita nelle metropoli contemporanee: lo studio di design Timorous Beasties, per esempio, ha stampato su dei uscini un professionista della City che passeggia sullo sfondo del Gherkin di Londra e la polizia che arresta un criminale sotto l’Empire State Building a New York.

La Toile secondo Timorous Beasties

La stessa idea l’ha avuta Nike quando ha dedicato una sneaker a Odell Beckham Jr. dei Ny Giants, vestendola di vignette sul suo amore per i cani. Anche il salotto di nonna potrebbe presto stupirvi.