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La preziosa “viriditas” di Ildegarda, monaca e scienziata medievale, che fa gettare gli antidepressivi nel cestino

Uno degli eventi piu’ attesi di questa primavera, qui a Roma, e’ il 27 aprile, giorno in cui la Chiesa cattolica proclamera' santi due papi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, che arriveranno cosi’ alla gloria suprema dei cieli in tempi quasi record (il primo e’ morto nel 1963, papa Wojtyla nel 2005). Lasciando alla sfera personale ogni giudizio sulla questione, mi piace ricordare un personaggio, una donna, la cui causa di santificazione e’ iniziata ai tempi di papa Gregorio IX, nella prima meta’ del Duecento, e che resta ancora sospesa. Cose che i tempi di certe amministrazioni a confronto sono frazioni di nanosecondo. Tuttavia non e’ solo per questo che mi piace ricordare, e raccontare brevissimamente, la figura di Ildegarda, badessa del convento di Bingen, vicino a Magonza, ma anche perche’ e’ proprio in questa fase della primavera che si apprezza il trionfo di un concetto meraviglioso teorizzato da lei, cioe’ la “viriditas”.

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Ildegarda era una monaca benedettina, nata nel 1098 e morta nel 1179, come spesso accadeva era di aristocratici natali, ma non passo’ tutta la vita a contemplare Dio in silenzio dalla sua cella. Fu naturalista, musicista (su youtube ci sono esecuzioni incredibili delle sue opere, qui trovate una sorta di playlist), studiosa di scienze naturali e medicina, filosofa, amica di lettere di Bernardo di Chiaravalle e Federico Barbarossa (con cui pero’ poi litigo’ nell'ambito degli scontri fra papato e impero), scrittrice di testi che sono arrivati a noi meravigliosamente miniati (come lo Scivias, “conosci le vie”, qui sotto) e che raccontano la storia di un’Europa medievale tutt’altro che oscura. Anzi, piuttosto colorata.
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Quando era inverno, e parliamo dell’inverno tedesco, Ildegarda sprofondava in una sorta di meteoropatia e veniva invasa dalla melancholia, la “melaina chole’” dei Greci, la deprimente “bile nera”. In contrasto cromatico, quando arrivava primavera, si rianimava grazie al ritorno della “viriditas”, il verde della natura, ma anche qualcosa di piu’ profondo: per lei la viriditas era l’energia vitale di ogni cosa, animata e inanimata (per dire, anche le pietre potevano averla), quello che portava gli alberi a far esplodere le loro gemme, oppure le donne ad essere madri, o semplicemente ad essere belle: “Sono l’energia suprema e fiammeggiante che trasmette fuoco a ogni vivente scintilla…sono la lucente vita dell’essenza divina; scorro splendente sui campi, brillo sulle acque, brucio nel sole, nella luna e nelle stelle…Insieme al vento ravvivo tutte le cose con energia invisibile e onnipresente…Forza che penetra fino alle più alte altezze e in tutte le profondità, che lega insieme e fa maturare tutte le cose…da lei le nubi ricevono il loro movimento, l’aria il suo volo, le pietre la loro consistenza, per lei l’acqua zampilla in ruscelli e per causa sua la terra fa nascere le piante…", scrisse. La mancanza di viriditas, secondo Ildegarda, era la causa di ogni malattia, di ogni tristezza e forma depressiva, e anche per questo le sue monache si vestivano di bianco oppure di verde tenero, con stoffe morbide, lasciando spesso stupefatti i severi visitatori del monastero. A Federico Barbarossa, pare, dono’ uno smeraldo, invitandolo a metterlo in un bicchiere di vino e poi berne il verde prezioso che avrebbe trasmesso alla bevanda. Anche se la Chiesa si e’ dimenticata della sua causa, oggi le idee di Ildegarda sono molto apprezzate e condivise, anche in virtu’ del crescente successo di un approccio olistico nella medicina occidentale, che cioe’ non separa piu’ cosi’ severamente corpo e psiche, tanto che esistono gruppi di studio di medicina alternativa che si chiamano come lei, ma anche linee di cosmetici (segnalo anche un coro di voci femminili, questo il loro sito, che studia e canta composizioni di donne medievali). Io mi limito ad apprezzare lo sbocciare della viriditas in questi giorni, pensando a questa donna, che in un certo senso aveva rinunciato alla vita stessa, che invitava a godere della vita e della gioia in se’, che suggeriva di lasciar fluire le nostre energie vitali, per natura insite in noi, e che vedeva in questo il rimedio a ogni “bile nera” di ostacolo alla nostra esistenza. Nell’era del boom di psicofarmaci, persino per bambini, non potrebbe essere questo un buon motivo per proclamarla finalmente santa :)? Ps- per chi ne fosse incuriosito, ecco una bibliografia su Ildegarda che ho trovato sul web, mi sembra piuttosto interessante. Sabina Flanagan, Ildegarda di Bingen. Vita di una profetessa, Le Lettere, Firenze, 1991. Canti estatici di Hildegard von Bingen: come una piuma sul respiro di Dio – Como : Red, 1996. E. Gronau, Hildegard, vita di una donna profetica alle origini dell'età moderna, ed. Ancora 1996. Loris Solmi, La medicina di Santa Ildegarda, Milano, Riza, 1999. Santa Ildegarda; ginecologia: medicina olistica per la donna, Claus Schuite- Uebbing. – Rivarolo Canavese: Centro di benessere psicofìsico, 1996. F. Bestini, F. Cardini, C. Leopardi, M.T. Fumagalli Beonio Brocchieri-Medioevo al femminile, Laterza, Roma- Bari, 1989. Simboli e allegorie, Electa, vol. I e II, Pomezia (Roma) settembre 2004.

  • carmelina |

    in una epoca dove le dipendenze per qualcuno sono divenute un grande affare sarebbe giusto proclamare SANTA chi ha il coraggio di riaffermare la vita è una cosa meravigliosa un dono e che insieme in uno scambio di energia nel dialogo possiamo superare i momenti difficili in quei buchi neri tutti ci possiamo trovare , ma tutti possiamo superarli i congressi psichiatrici sono quasi tutti blindati c’è da chiedersi perchè?????? Paura del dialogo???? spesso i progetti psichiatrici sono autoreferenziali e gestiti in maniera chiusa all’ interno di un cerchio di persone che rifiutano a priori il confronto eliminando chi invece vuole creare dialogo

  • flavio |

    beh, leggo in ritardo questo post che trovo interessante e grazie al quale approfondirò la conoscenza di questa figura di donna molto moderna. non capisco il livore per un errore che nulla toglie al senso della descrizione di hildegarde. quindi grazie chiara!!

  • Cristina Gambarara |

    Buonasera, leggo ora questo articolo, al di la dei vari commenti sulla Santificazione, credo sia opportuno ricordare il concetto di “Discretio” di Santa Hildegarde. Grazie

  • Chiara |

    Gentile Paco, la ringrazio per la sua osservazione. E’ vero, mi occupo generalmente di altro, ma non per questo sono immune da altri interessi, anche di tipo molto diverso. Mi dispiace e mi scuso nuovamente anche con lei per l’errore sulla santificazione della nostra, tuttavia, ripeto, spero resti valido lo spunto in generale. Santa o non santa, alla fine la portata di Ildegarda prescinde da tale riconoscimento.
    Come potra’ verificare cercando un po’ nel web, l’associazione fra le sue ipotesi e una certa medicina “naturale” contemporanea non e’ cosi’ peregrina, anzi: sono numerosi i titoli di libri che propongono di riprendere il suo approccio. Certo poi la valutazione della validita’ o meno di tale impostazione resta fatto personale. La mia interpretazione scaturisce comunque da questi dati, e lancia chiaramente un invito ad approfondire e forse anche a riflettere su tali tematiche. Non sono una filosofa, una teologa o tantomeno un medico, ma una persona curiosa, anche di soggetti e oggetti non strettamente legati al mio ambito professionale, da lei definito, mi permetta di dirle a torto, “trucchi e belletti”, questo si’. Mi piace trovare e proporre spunti, e ho ritenuto che quello della “viriditas” sia molto valido, ricco e interessante. Le diro’, e uso un avverbio enorme, moralmente anche edificante. E’ seguendo sempre le direzioni della curiosita’, per sua natura piuttosto eclettica, che cerco di dare vita a questo blog. Grazie ancora per il suo commento.

  • Paco |

    Cara Beghelli, continui ad occuparsi di moda e lusso, come recita il suo profilo, sugli argomenti seri raccoglie solo figure barbine.
    Una fugace capatina su Wikipedia, non dico una settimana murata nella Biblioteca Apostolica Vaticana, basta per render manifeste le sue corbellerie.
    “Anche se la Chiesa si e’ dimenticata della sua causa, oggi le idee di Ildegarda sono molto apprezzate e condivise, anche in virtu’ del crescente successo di un approccio olistico nella medicina occidentale” !?! ;D Esilarante. Ho idea che ‘dimenticato’ oggi sia piuttosto l’abitudine di un direttore a curare cosa finisce tra le pagine della sua testata… il post e’ più adeguato al livello d’un magazine di trucchi e belletti che al Sole24…

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