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La storia della Tormalina di Paraiba, gemma che racconta la deriva dei continenti ed è più rara dei diamanti

Se un uomo (un tipo dei sogni, mio marito non è di questo genere ma a me va benissimo così) mi chiedesse "tesoro, quale gemma è la regina dei tuoi desideri?", non risponderei affatto "un diamante enorme!". Credo che la gioielleria contemporanea, quella occidentale soprattutto, abbia vissuto negli ultimi cinquant'anni una sorta di dittatura dei diamanti, alimentata da campagne sapienti e anche da un certo immaginario cinematografico. In realtà esistono pietre incantevoli e meno note che ingiustamente sono state a volte bistrattate dai riflessi ipnotizzanti degli atomi di carbonio disposti in struttura ottaedrica. Una di queste è la Tormalina di Paraiba, una gemma che prende il suo nome da una regione del Brasile dove questa varietà venne scoperta per la prima volta nel 1989. E che è la gemma che io chiederei al mio generoso tipo.

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Le sue tonalità di colore vanno dal blu-verde al turchese acceso, sembrano racchiudere certe sfumature dei cieli tropicali più sereni e di certe barriere coralline, anche se in realtà derivano dalla presenza di rame. Le scoprì per la prima volta un certo Heitor Dimas Barbosa, noto anche come "Heitor il folle", che per sette anni aveva scavato tunnel sotto una montagna nella zona di São José de Batalha, nello stato di Paraiba, appunto. Imbattendosi, alla fine, in un cristallo che oggi viene considerato fra le gemme più preziose e rare, anche perché sembra che si scovi una sola tormalina ogni 10mila diamanti. Nel febbraio 1990 Heitor le portò a una fiera di Tucson, Arizona, dove gli addetti ai lavori inizialmente accolsero con scetticismo quelle strane gemme un po' "effetto neon". Ma nel giro di sei giorni, la loro quotazione passò da 250 dollari al carato a 2.500!  
Le stupende tormaline, però, hanno un difetto, se così si può dire: è praticamente impossibile trovarne di più grandi di 2 carati. Questo, però, accade in Brasile. Perché in Africa, nelle montagne ricche di rame di Mozambico e Nigeria, nei primi anni 2000 sono state trovate le "sorelle maggiori", diciamo così.

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Gli esperti, però, dicono che, nonostante siano praticamente identiche, la differenza fra le tormaline di Paraiba e quelle africane stia in alcuni componenti chimici, che renderebbero le brasiliane comunque le migliori. Almeno per qualità, perché in Africa sono state portate alla luce del sole gemme anche da 5 carati. Questa divertente liaison geografica, però, ha anche una valenza storica, perché confermerebbe che America del Sud e Africa, oggi divise dall'Oceano Atlantico, erano una volta un unico continente.

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Ma lasciamo queste valutazioni a chi di dovere. Fatto sta che la Tormalina di Paraiba oggi può raggiungere in casi di estrema bellezza anche i 60mila dollari a carato, ed è per questo che le maison fanno a gara per aggiudicarsi le gemme più belle, le più "elettriche". Certo, il diamante rosso resta in vetta all'Olimpo delle pietre più preziose. Ma quanto vale di più l'originalità?

  • Francesco |

    Divine. Veramente magnifiche. Anche se la grandidierite mi piace di più.

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