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Lancelot “Capability” Brown, il giardiniere gentleman che inventò il paesaggio all’inglese

Se non avessi fatto la giornalista, oltre all'archeologa, mia primissima passione, ho sempre pensato che avrei virato sulla vivaista. Mi incanto fin da piccola davanti al lavoro certosino, amorevole e anche entusiasmante di chi fa nascere e crescere una pianta, un fiore, un albero. Se mi capita di passeggiare in un parco o in un giardino penso sempre a chi deve avere piantato lì un cespuglio o un arbusto, immaginando con speranza e fantasia la sua crescita e il momento in cui sarebbe sbocciato. I giardinieri non sono un po' come gli scultori capaci di vedere in un blocco di marmo una statua levigata?

Per questo mi ha fatto molto piaceere sapere che Skira aveva pubblicato un libretto (88 pagine) su Lancelot "Capability" Brown. Un nome che sembra quello di un gangster o di un personaggio del vecchio West, ma invece apparteneva a un giardiniere-artista vissuto nel Settecento in Inghilterra, considerato il più grande della sua epoca per il suo modo di disegnare parchi e giardini della nobiltà e aver fatto conoscere lo stile "all'inglese" nel mondo. 

Capability_Brown

Il libro è un romanzo, in realtà, scritto da Masolino d'Amico, che delinea il ritratto di quest'uomo che venne soprannominato "Capability" proprio perché era capace di domare alla perfezione paesaggi e natura. Iniziò da ragazzo, come apprendista (ah, l'importanza senza tempo dei maestri!!), ma fu solo nel 1741 , quando cominciò a lavorare con William Kent, che iniziò la sua brillante carriera. Nel 1764 divenne "master gardener" ad Hampton Court Palace, poi a Warwick (il castello fondato da Guglielmo in Conquistatore), e insomma, alla fine della sua attività poteva dire di aver messo la sua firma su oltre 170 parchi fra i più belli che la verde Inghilterra possa ancora oggi vantare. 

Stourhead_garden_961_jpg_600x

Quel che i suoi committenti adoravano di lui era la sua visione del paesaggio, dove metteva collinette pratose, laghi e cascate, percorsi alberati, insomma, il giardino all'inglese, appunto, che con la sua aria un po' misteriosa fece la sua parte nell'ispirare l'immaginario romantico nel secolo successivo. Forse, però, adoravano anche il fatto che Capability Brown spesso lasciava al cliente la decisione dell'ammontare della sua tariffa professionale e offriva preventivi praticamente gratis.
Però il signor Brown non si sporcava le mani, diciamo così: come un moderno landscape designer, faceva il suo progetto e poi lasciava che fosse il committente a realizzarlo. Lui andava solo alla fine, per vedere il risultato e al limite rifinirlo, oppure mandava un suo supervisore per seguire i lavori. Lavori che appassionavano anche gli artisti, come dimostra il fatto che Canaletto ritrasse Warwick Castle proprio mentre gli operai stavano trasformandone il parco secondo i dettami di Brown (sotto, il quadro)

800px-Warwick_Castle,_the_east_front_by_Canaletto,_1752

Nel 2016 ricorreranno i 300 anni dalla nascita del nostro Capability e in Inghilterra un comitato si sta muovendo per tempo perchè gli venga tributato il giusto ricordo. Intanto, consiglio di passeggiare per parchi in compagnia dell'immaginazione dei grandi artisti del paesaggio, lui, ma anche André la Notre (che disegnò Versailles e la nostra Racconigi), il brasiliano Roberto Burle Marx (con i "dipinti di fiori" fatti per Brasilia), la statunitense Beatrix Farrand (che realizzò i parchi delle ricche famiglie americane d'inizio Novecento). Questa è la stagione migliore, poi, perchè come notò Marguerite Yourcenar, è d'autunno che si vedono le vere differenze fra gli alberi, che se d'estate sono tutti invariabilmente verdi, ora rivelano i loro veri colori.