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E-commerce, distretti digitali, gioielli e eccellenze alimentari: nel progetto “Gioielli Dop” (di due 30enni) il meglio dell’innovazione made in Italy

Come accade a molti loro coetanei, anche le menti di Giorgio Isabella (32 anni) e Filippo Maria Capitanio (30) sono predisposte ad aprire link continui, fra persone, attività, cose. Era il 2013 quando per la prima volta hanno suscitato la mia attenzione, quando lanciarono online l’Associazione giovani gioiellieri d’Italia e la piattaforma Lux Made In, primo distretto digitale del gioiello made in Italy (qui l’articolo con cui parlavo di loro).

In questi tre anni altri percorsi si sono aperti, dando vita ad altre iniziative: «Due anni e mezzo fa siamo stati contattati da Damiani, per cui abbiamo curato e curiamo tuttora la comunicazione digitale e l’e-commerce – mi spiega Giorgio, quarta generazione della gioielleria di famiglia a Crotone, mentre beviamo un caffè -. Poi, la formula di Lux Made In è piaciuta anche ai giovani di Confagricoltura, che ci hanno portato a collaborare con Ferrero sempre sul piano della comunicazione digitale. E tutto questo, infine, ha fatto sì che un anno fa nascesse il nostro ultimo progetto, Gioielli Dop».

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Il brand, infatti, lanciato in concomitanza con Expo Milano 2015, esprime il percorso di Giorgio e Filippo, perché unisce alto artigianato del gioiello italiano, una profonda cultura digitale e il desiderio di valorizzare il made in Italy a tutto tondo: i Gioielli Dop sono bracciali, collane e charms in argento, ispirati al cibo italiano, realizzati interamente a mano da una delle aziende della piattaforma Lux Made In, con sede nel distretto di Arezzo.

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Un approccio divertente, perché i charms sono ortaggi, pasta, pesci, dolci e altre tipicità, che possono essere combinati secondo le regioni di origine (finora 12, dalla Lombardia alla Sicilia) oppure, online, a gusto dal cliente. Un brand “ludico”, i cui prezzi, compresi fra i 19 euro di uno charm in solo argento e i 299 del bracciale ispirato alla dieta mediterranea, lo posizionano in quella fascia premium sempre più apprezzata dai Millennials. Da aprile, poi, Gioielli Dop è presente con un corner shop da Coin Excelsior a Roma, con risultati incoraggianti: «Vorremmo replicare anche nello store di Venezia – spiegano -, il nostro obiettivo è essere presenti nelle località ad alto afflusso turistico». Per ora le gioiellerie che vendono Gioielli Dop sono 40 e si punta a 100 entro la fine dell’anno.

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Ma Giorgio e Filippo guardano già all’estero: «Lo scorso anno siamo stati selezionati per il progetto di valorizzazione del made in Italy lanciato dall’Ice in collaborazione con Nordstrom, e per un mese e mezzo i nostri gioielli sono stati nei quattro store Nordstrom in Texas – mi spiegano -. A ottobre sbarcheremo anche a New York, in un temporary store a Soho». Fra i prossimi progetti c’è anche l’ampliamento di Gioielli Dop con collezioni dedicate all’alto artigianato italiano, dal pizzo chiaccherino alle ceramiche di Caltagirone: «Ci piacerebbe anche lanciare un nuovo smartwatch, che unisca la tecnologia al migliore made in Italy», dicono. I link continuano ad aprirsi, uno dopo l’altro.

  • Ductilia |

    Valorizzare il “saper fare”, i produttori e i territori dell’artigianato (grazie al web). E’ con questo obiettivo che è nata Ductilia (www.ductilia.com), una start-up nata per promuovere e vendere tramite il web i prodotti 100% made in Italy realizzati dai nostri artigiani italiani, pezzi unici lavorati o semilavorati a mano e personalizzabili in più dettagli.
    Ductilia vuole essere anche un labstore, ossia un laboratorio di idee e un cantiere di nuovi talenti, sia nel campo della progettazione che in quello della realizzazione, un luogo di incontro per professionisti del settore da cui far nascere collaborazioni tra designer e makers per l’implementazione di nuovi prodotti.

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