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Il ritorno dello storico marchio Genny passa (anche) dal red carpet dei Golden Globe

Oltre gli aspetti inevitabilmente glamour, il ma-come-si-è-conciata, le sperimentazioni a volte azzeccate a volte toppatissime, i gossip amorosi (mi ha sconvolto il fidanzamento di Rupert Murdoch con Jerry Hall!), il red carpet di un evento “top” come i Golden Globe o gli Oscar è anche una specie di borsino per capire le quotazioni di un brand. Per esempio, negli ultimi tempi ho visto in grande spolvero Atelier Versace (ne ho scritto più approfonditamente qui) mentre Prada e Armani stanno passando una fase meno dirompente rispetto al passato. Saint Laurent, da parte sua, si avvista sempre più spesso, a conferma della sua crescita a doppia cifra riportata da Kering, il gruppo che ne è proprietario.
Ma ieri, sfogliando la gallery del red carpet dei Golden Globe (la trovate qui), mi ha fatto molto piacere trovare un abito di Genny, che finora, almeno a mia memoria, non si era mai visto in occasioni di portata così globale.

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A indossare quell’abito nei toni del verde e del nero è stata Jaimie Alexander, giovane attrice e bellezza del Sud degli Stati Uniti. Certo non una diva di primo piano, ma una tipa interessante, abbastanza priva dell’aria imbambolata di altre colleghe. Il suo stylist ha scelto di farle indossare questa audace ma “classy” creazione di Genny, dall’aria optical che rimandava a quegli anni Sessanta in cui il marchio marchigiano nacque e crebbe. Nel 1973 nell’ufficio stile guidato da Donatella Girombelli, moglie del proprietario Arnaldo, passò anche un giovane Gianni Versace, tanto per dire. Nella sua storia, poi, ci sono stati passaggi di proprietà (nel 2001 era stato venduto al gruppo Prada, poi nel 2011 al gruppo veronese Swinger International) e cambi al vertice creativo (dove ora si trova Sara Cavazza Franchini, che ha sostituito Gabriele Colangelo) avevano fatto passare al marchio un periodo di incertezza, che però il passaggio sul red carpet di Los Angeles sembra aver definitivamente archiviato.
Sui dettagli del progetto di rilancio, ambizioso e di respiro internazionale come il momento storico impone, vi rimando all’articolo di Giulia Crivelli sul Sole 24 Ore del 27 novembre scorso, scritto con la sua consueta passione per le belle storie del made in Italy.