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Ikea pronta a lanciarsi (finalmente) anche nella moda?

Spesso, in uno di quei tipici sabato pomeriggio passati fra divani e alzatine di cristallo, mi sono chiesta che cosa impedisse a Ikea di lanciare una sua linea di moda. Da quando Ingvar Kamprad apriva la sua piccola azienda nel 1943, come negozio di arredi facili ed economici, Ikea è diventata un esempio folgorante di brand extension: che dai mobili si passi ai tessili è piuttosto facile, ma per nulla scontato è stato apporre il marchio giallo e blu pure sul cibo, sulle tv e su una linea di prodotti per il corpo, bagnoschiuma e shampoo. Avevo avuto qualche sentore della prossima evolzuione di Ikea adocchiando le prime valigie. Ma ecco la conferma: proprio a Milano, nei giorni della settimana della moda, Ikea ha presentato le sue nuove collezioni – Giltig e Svärtan, firmate rispettivamente da Katie Eary e Martin Bergström – con una specie di sfilata. Insomma, insieme ad accessori per la tavola e tessili, i designer stavolta hanno creato anche degli abiti e delle borse che sono stati indossati da modelle su una passerella (di truciolare di alberi di Natale riciclati?)
Ecco una foto che ho trovato su Instagram

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Il fast fashion si è esteso al design già da tempo: Zara ne è uno dei primi esempi con Zara Home, lanciato nel 2003. H&M ha fatto la stessa cosa con H&M Home, partito nel 2009 in Svezia e che da noi è arrivato l’anno scorso (peraltro, il gigante svedese quest’estate ha lanciato anche la prima linea beauty, con enorme successo). L’idea è proporre un lifestyle completo a quelle generazioni (la X, i Millennials e la Generazione Y, i ventenni di oggi) che hanno una vita molto fluida, per dirla alla Bauman, anche in termini geografici, e un’alta propensione razionale alla spesa, impostata sulla valutazione del rapporto qualità-prezzo. Dalla spesa per la cena all’armadio, dalla tv alla biancheria, se un brand ti fa trovare tutto nello stesso posto – off/online, che per queste generazioni la cross-canalità è ormai pane quotidiano – è il massimo. Se non costa poi tanto, ancora meglio.

Nel caso, però, credo che la sfida sarà creare una collezione con un numero molto ampio di prodotti, per evitare anche per strada quell’effetto deja-vu che ci colpisce quando nelle cucine degli amici adocchiamo, e ditemi a chi non è ancora successo, lui

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