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Celebs come muse alle sfilate: ma un abito supergriffato basta a farti diventare un’icona di eleganza?

Stavo proprio sognando, scorrendo nelle agenzie fotografiche le immagini delle sfilate couture di Parigi (per le quali vi rimando ai racconti del nostro Angelo Flaccavento). Ma a un certo punto BANG una serie di scatti mi ha destato dalla rêverie. E mi ha fatto pensare, o ricordare, che come diceva mia nonna “puoi vestirti anche d’oro, ma se sei una scopa, scopa rimani”. Ora, attutendo la colorita osservazione, ho trovato che le foto di Kristen Stewart vestita Chanel ne fossero la declinazione perfetta.

kirsten stewart chanel agenzia

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Kristen è una bella ragazza, e dovrebbe avere anche un carattere tosto, ma basta questo a farne un’icona di eleganza come – credo – era nelle intenzioni di chi l’ha scelta, invitata e vestita? Oppure a volte a fare la selezione (e ovviamente qui il discorso trascende il singolo marchio) è la notorietà, il numero di cover (guadagnate per vari motivi) o gli zeri dell’incasso dell’ultimo film girato, insomma elementi che dovrebbero essere al limite di corollario a una presenza, una personalità, in una parola a uno stile? Forse questa considerazione suona come una consolazione per chi certe cose non se le può permettere, più che mettere, tuttavia “la moda passa, lo stile resta”, come diceva proprio mademoiselle Coco. Che forse, dal Paradiso, dovrebbe richiamare all’ordine chi sceglie – e veste del suo nome – certi ospiti. Per fortuna, però, passa di lì anche Ines de la Fressange, che pure con un maglioncino si pappa tutte le Kristen in un sol boccone.

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